Terzo incidente mortale in meno di 24 ore. Le sue ultime parole: «Papà esco a fare un giro»Alessandro Di Deco, tranciato a 26 anni sulla sua moto
RUBANO - «Papà vado a fare un giro con la moto, ci vediamo dopo». «Vai piano, stai attento mi raccomando». L'altra sera si sono salutati così Alessandro Di Deco, 26 anni, ed il papà Emanuele. Come tutte le sere, solo che quella di martedì è stata l'ultima volta che gli sguardi dei due uomini di casa Di Deco, una famiglia di Rubano, si sono incrociati. Il figlio è morto poco dopo in un tremendo incidente stradale sulla statale 11 a Sarmeola.
«Mio figlio era felice di andare a farsi un giro in moto. Avevamo lavorato assieme come tutti i giorni – spiegava ieri Emanuele Di Deco, autotrasportatore – ieri sera è stato con alcuni amici, come sempre. E' estate ed i ragazzi stanno fuori, fanno due chiacchiere è normale. Torna presto, gli ho detto». Emanuele Di Deco accarezzava nella sua mente quegli ultimi ricordi del figlio che esce di casa infilandosi il casco, balza in sella sulla moto e fa rombare i cavalli del motore desmodromico della Ducati Monster che usava la sera dopo aver passato tutto il giorno al volante di un furgone con cui faceva le consegne in centro storico.
«Lo conoscevano in tanti che in queste ore ci hanno chiamato – aggiunge Emanuele Di Deco – era un ragazzo ben voluto dai negozianti e dai suoi coetanei della compagnia che si ritrova in centro a Rubano. Era un ragazzo serio è morto per una stupidaggine, una fatalità». Il destino, secondo i rilievi della polizia stradale di Castelfranco Veneto che ha effettuato i rilievi, ha messo all'improvviso sulla traiettoria della sua amata motocicletta una Fiat Punto impegnata a svoltare su via della Provvidenza. Al volante una 23enne di Montegrotto rimasta illesa nello scontro della moto contro la fiancata dell'utilitaria. Alessandro Di Deco è morto sul colpo per le ferite riportate nello schianto contro la carrozzeria dell'auto. Indossava il casco, non andava nemmeno troppo forte, ma l'incidente non gli ha lasciato scampo. Ha esalato l'ultimo respiro all'una.
In tasca aveva il cellulare che continuava a suonare. Era papà Emanuele, che chiamava il figlio: era tardi, troppo tardi perchè Alessandro non fosse già tornato a casa. Il presentimento che ha portato il padre a chiamare il più giovane dei suoi due figli si è trasformato in una triste consapevolezza quando alle due i carabinieri hanno suonato al citofono di casa.
Alberto Gottardo18 giugno 2009
living...
Music is my life,
she is my ispiration,
Jehovah is my salvation!!
ogni sogno ha un termine... o viene realizzato e comincia a far parte della nostra vita... o viene spezzato e comincia a far parte dei nostri incubi...
Noi dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per realizzare la prima possibilità... in caso contrario... dobbiamo rendere il nostro cuore abbastanza resistente da sopravvivere...
she is my ispiration,
Jehovah is my salvation!!
ogni sogno ha un termine... o viene realizzato e comincia a far parte della nostra vita... o viene spezzato e comincia a far parte dei nostri incubi...
Noi dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per realizzare la prima possibilità... in caso contrario... dobbiamo rendere il nostro cuore abbastanza resistente da sopravvivere...
giovedì 18 giugno 2009
Cronaca: Schianto in moto, muore ragazzo di 26 anni
alle
16:22
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